Ricerca critica, testuale, filologica incentrata su tre opere di compositrici dell’Ottocento francese: Louise Farrenc; Louise Bertin; Aristide Farrenc. Tutte le fonti manoscritte e a stampa utilizzate nel lavoro di ricerca sono conservate presso la Bibliothèque nationale de France di Parigi. Le partiture sono sottoposte a un approfondito lavoro di edizione critica comprendente interventi di correzione, integrazione e revisione condotti secondo criteri filologici rigorosi e orientati alla fruibilità esecutiva contemporanea. Curano il progetto: Davide Baldo e Chiara Corona
Archivio mensile:Gennaio 2026
Nuove voci per l’organo contemporaneo. Masterclass di composizione nell’ambito del Festival Organistico del Salento

Masterclass di composizione nell’ambito del Festival Organistico del Salento
in collaborazione con Associazione Culturale Piazza del Mondo
Il Festival Organistico del Salento, in collaborazione con l’Associazione Culturale Piazza del Mondo, promuove una masterclass rivolta a giovani compositori dedicata alla creazione di nuove opere per organo, con l’obiettivo di favorire la ricerca, il dialogo tra generazioni e l’ampliamento del repertorio contemporaneo per questo strumento di straordinaria tradizione e rinnovata vitalità espressiva.
Il percorso formativo sarà guidato da un’équipe di docenti composta da Cosimo Colazzo, Biagio Putignano e Giuseppe Gigante, figure di riconosciuta esperienza nel panorama della composizione e della didattica della composizione. La masterclass si configura come uno spazio di confronto aperto e dinamico, in cui diverse sensibilità artistiche e prospettive estetiche si incontrano in un’idea di dialogo convergente e plurale.
Fulcro del progetto è la relazione attiva con i giovani compositori coinvolti, chiamati a sviluppare nuove partiture attraverso un processo di scambio, approfondimento e verifica che unisce dimensione creativa, riflessione tecnica e consapevolezza del contesto esecutivo. L’organo viene così esplorato non solo come strumento, ma come laboratorio sonoro contemporaneo, capace di accogliere linguaggi, sperimentazioni e visioni nuove.
Elemento distintivo dell’iniziativa è la stretta connessione tra la fase di progettazione e ideazione dell’opera e quella di produzione musicale: le composizioni nate all’interno della masterclass saranno infatti eseguite in prima esecuzione assoluta nell’ambito del Festival Organistico del Salento dall’organista Simone Vebber, tra le figure di maggior rilievo della sua generazione, offrendo al pubblico l’opportunità di ascoltare in anteprima i risultati di questo percorso creativo.
Il progetto rappresenta un’importante occasione di crescita artistica per i partecipanti e, al tempo stesso, un segnale concreto dell’impegno del Festival e dell’Associazione nel sostenere la nuova creatività musicale, favorendo l’incontro tra formazione, ricerca e diffusione culturale.
Una iniziativa che mette in rete competenze, esperienze e visioni, contribuendo a rinnovare il repertorio organistico e a rafforzare il legame tra creazione contemporanea e pubblico.
Una ricerca volta a indagare possibili nuovi formati della performance, le proiezioni della creazione compositiva rispetto a nuove possibilità, le potenziali innovazioni nella interazione del pubblico

Interacting Boundaries è una ricerca condotta dal dottorando di ricerca Davide Baldo, con supervisione di Cosimo Colazzo e Raul Masu. Indaga come le tecnologie interattive possano favorire nuove forme di partecipazione del pubblico nella performance di musica d’arte contemporanea basata su repertorio scritto, con particolare riferimento al flauto. Inserito nel dottorato “Artistic Research on Musical Heritage” (Conservatorio di Castelfranco Veneto e Conservatorio di Trento), il progetto mira a rendere la musica d’arte un bene relazionale e condiviso, attraverso l’esplorazione di nuovi linguaggi e strategie performative.
In questo quadro si inserisce una collaborazione con diversi soggetti coi quali la ricerca è in relazione nelle sue fasi di produzione e disseminazione: Centro Servizi Culturali Santa Chiara; Associazione Culturale Piazza del Mondo Conservatorio Superior de Musica di Siviglia e diversi altri soggetti.
Il caso di studio principale è Kathinka’s Gesang als Luzifer’s Requiem di Karlheinz Stockhausen, studiato in cornice filologica in contatto con Fondazione Stockhausen, e rielaborato in versione interattiva con l’uso di smartphone e tablet, prevedendo sia contesti immersivi tramite Virtual Reality, sia contesti di interazione attiva del pubblico con definizione e messa alla prova di prototipi.
La ricerca artistica e tecnologica su Kathinka’s Gesang di Stockhausen si articola in cinque assi principali: studio d’archivio e confronto con le fonti; sperimentazione performativa con raccolta dati in contesti internazionali; sviluppo di prototipi interattivi e Virtual Reality; collaborazioni artistiche e processi di co-creazione; disseminazione e riflessione teorica finalizzate alla redazione della tesi.
Tra i prossimi eventi di sperimentazione e disseminazione del progetto, cui porta supporto l’Associazione Culturale Piazza del Mondo: Conservatorio Superior de Musica de Sevilla, nell’ambito VI Encuentro Internacional de Compositores dal 23 al 27 marzo 2026, e in dicembre presso la Sala Filarmonica di Rovereto, con Davide Baldo (flauto), Raul Masu (interazione elettronica).
Un laboratorio di lettura e scrittura creativa volto a attivare i partecipanti. Guidato da Giuliana Adamo, collaborazione di Piazza del Mondo sulla manifestazione “Futuro in circolo”.
L’Associazione Culturale Piazza del mondo, in collaborazione con “Futuro in circolo. Recovery college Rovereto”, partecipa al progetto “Un percorso REALE verso il benessere”, con il laboratorio organizzato e tenuto da Giuliana Adamo, di lettura e scrittura creativa: tessere trame di continuità grazie alla bellezza, alla magia, alla creatività. Quattro incontri immersivi mediante cui orientarsi per ascoltare-scoprire-conoscere e per ascoltarsi-scoprirsi-conoscersi. Attraverso l’ascolto, la lettura e/o la visione di poesie fiabe e canzoni, i partecipanti restituiranno un ‘testo’ collettivo e/o individuale, grazie ai temi-chiave di una mappa semantica messa a punto insieme.
Collaborazione con il Conservatorio Superior de Música “Manuel Castillo” di Siviglia per il III Workshop de Composición «Manuel Castillo», dedicato alla composizione per ensemble, con Agorart ensemble, nell’ambito del VI Encuentro Internacional de Compositores 2026

Il Conservatorio Superior de Música “Manuel Castillo” di Siviglia presenta il III Workshop de Composición «Manuel Castillo» con Agorart Ensemble
Nell’ambito del VI Encuentro Internacional de Compositores 2026, in programma dal 23 al 27 marzo 2026, il Conservatorio Superior de Música “Manuel Castillo” di Siviglia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Piazza del Mondo e Agorart Ensemble (Italia), promuove il III Workshop de Composición «Manuel Castillo», dedicato alla composizione per ensemble.
Il workshop si svolgerà tra febbraio e marzo 2026 e rappresenta un’importante occasione di formazione e confronto internazionale rivolta a giovani compositrici e compositori. Al centro del percorso vi è il lavoro diretto con Agorart Ensemble, la formazione italiana attiva nel panorama della musica contemporanea e della ricerca performativa, che accompagnerà i partecipanti nello sviluppo, nella revisione e nella preparazione esecutiva delle nuove composizioni.
A seguito di una selezione, otto compositori, studenti o ex studenti del Conservatorio Superior de Musica di Siviglia, sono stati ammessi al workshop e potranno sviluppare la loro opera per Agorart ensemble in questo contesto, nel corso degli incontri programmati, attraverso sessioni di lavoro analitico, confronto con gli interpreti e prove musicali. Il percorso culminerà con l’esecuzione pubblica delle opere selezionate, prevista per venerdì 27 marzo 2026 alle ore 12:00, all’interno del programma ufficiale del VI Encuentro Internacional de Compositores.
Gli appuntamenti del III Workshop de Composición «Manuel Castillo» sono fissati nelle seguenti date:
- Sabato 21 febbraio 2026
- Sabato 7 marzo 2026
- Giovedì 26 marzo 2026
- Venerdì 27 marzo 2026
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto culturale e formativo del VI Encuentro Internacional de Compositores, confermandone la vocazione internazionale e il dialogo tra istituzioni, interpreti e giovani autori, con un’attenzione particolare al rapporto tra scrittura musicale contemporanea e pratica esecutiva.
Laboratorio-Forum-Workshop per giovani compositori. All’interno dell’incubatore Agorà Forum & Sounds
| 10 Maggio 2026 | ||
| 7 Giugno 2026 | ||
| 20 Settembre 2026 | ||
| 18 Ottobre 2026 | ||
| 15 Novembre 2026 | ||
| 13 Dicembre 2026 |

AGORÀ FORUM & SOUNDS | Forum-Laboratorio-Workshop di Composizione per ensemble.
Tutor facilitatori nel contesto del Forum: Cosimo Colazzo (compositore), Biagio Putignano (compositore), Francisco Martín Quintero (compositore), Agorart ensemble (Davide Baldo, Emanuele Dalmaso, Filippo Corbolini, Flora Vedovelli).
Iscrizioni, entro giovedì 30 aprile, segnalando la volontà di partecipare al Forum. La mail dovrà contenere: dati anagrafici e di contatto; una partitura del richiedente, significativa del lavoro compositivo svolto. Il tutto va inviato al seguente indirizzo email: segreteria@piazzadelmondo.
La frequenza al Forum è libera e gratuita.
Accanto al ciclo di incontri dedicati a compositori e ricercatori, Agorà Forum & Sounds | Forum-Laboratorio-Workshop nasce come un progetto specificamente rivolto a compositori, soprattutto giovani compositori, con l’obiettivo di dare evidenza e spazio al lavoro che stanno conducendo, alle ricerche in atto e a quelle che intendono sviluppare.
Il Forum-Laboratorio-Workshop si configura come un ambiente di confronto aperto, in cui i partecipanti sono invitati a presentare e discutere i propri percorsi di ricerca compositiva, mettendoli in relazione con interpreti, altri compositori e con un pubblico potenziale. L’iniziativa intende così favorire l’incrocio tra pratiche, sguardi e ascolti differenti, stimolando processi di relazione e di reciproco arricchimento.
Il calendario degli incontri coprirà un arco di svolgimento da aprile a dicembre, con la seguente scansione:
domenica 10 maggio – domenica 7 giugno – domenica 20 settembre – domenica 18 ottobre – domenica 15 novembre – domenica 13 dicembre
Per favorire la partecipazione anche di contesto internazionale, gli incontri si svolgeranno online su piattaforma Zoom.
Alla fine del percorso si terrà un concerto in presenza, con un massimo di otto partiture scritte nel contesto del Forum che saranno interpretate da Agorart ensemble, a Rovereto, presso la Sala Filarmonica.
Gli incontri periodici saranno volti a: conoscere gli strumenti (caratteristiche specifiche, tecniche estese, impasti timbrici, repertorio); seguire, accompagnare, supportare la composizione delle opere, nel confronto con i tutor compositori e con l’ensembe; lavoro comune sui pezzi; confronto nel contesto del forum; prove e esecuzione dei brani composti; interpretazione in concerto di max otto opere che saranno scelte dai tutor compositori e tutor ensemble.
Svolgono una funzione di tutor, facilitatori del processo, i compositori Cosimo Colazzo, Biagio Putignano e Francisco Martín-Quintero. Importante il ruolo svolto da Agorart ensemble, nell’organico con Davide Baldo (flauti), Emanuele Dalmaso (clarinetti e sax), Filippo Corbolini (sax), Flora Vedovelli (arpa). Il Workshop si costituisce come Workshop di Composizione per ensemble e il rapporto con gli interpreti riveste ruolo cruciale nel progetto.
Si è, infatti, nell’idea che la composizione non è atto meramente privato/individuale del compositore, al confronto con la scrittura, ma si sostanzia della relazione con l’interprete, il che significa con la dimensione della performance e dell’audience. Quindi, Agorart ensemble, ensemble in residence dell’Associazione Culturale Piazza del Mondo, sarà riferimento, nella funzione di tutor nel workshop: seguirà le composizioni nel loro progressivo farsi e porterà in concerto per il pubblico le composizioni prodotte nel contesto dell’esperienza.
Particolare attenzione è rivolta alla dimensione pubblica del lavoro compositivo: il Forum-Laboratorio-Workshop si propone infatti anche come spazio di comunicazione e condivisione delle opere e dei processi creativi dei giovani compositori, contribuendo a rafforzarne la visibilità e il dialogo con il contesto culturale e con il pubblico.
Itinerari di ricerca compositiva e artistica a confronto. Una serie di incontri all’interno di Agorà Forum & Sounds incubatore di iniziative e idee per giovani artisti promosso dall’Associazione Culturale Piazza del Mondo. In collaborazione con Excess Noise, network autogestito di musicisti europei
| 18 Aprile 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |
| 16 Maggio 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |
| 13 Giugno 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |
| 19 Settembre 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |
| 24 Ottobre 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |
| 14 Novembre 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |
| 12 Dicembre 2026 | ||
| 11:00 am | a | 1:00 pm |

Agorà Forum & Sounds | Incontri internazionali | in memoria di Giovanni Piana
Una serie di incontri con compositori e ricercatori organizzata dall’Associazione Culturale Piazza del Mondo, in collaborazione con Excess Noise, network autogestito di musicisti europei, e con il coordinamento di Cosimo Colazzo, Biagio Putignano.
Gli incontri si svilupperanno lungo l’arco dell’anno e coinvolgeranno compositori che condivideranno i propri itinerari di ricerca artistica, aprendo un confronto con giovani compositori, performer e con un pubblico più ampio. L’idea che sostiene il progetto è che la ricerca artistica non si trasmetta in forma compatta o precostituita, ma si dissemini reticolarmente, alimentandosi attraverso l’incontro, l’ascolto e il dialogo.
Non un modello centrato su un sapere che si irradia da un centro verso un uditorio passivo, ma uno spazio di relazione in cui dialogo e confronto diventano strutture portanti dell’esperienza e della costruzione della conoscenza.
Di seguito diamo il programma degli interventi che si svolgeranno da aprile a dicembre 2026.
- Philippe FESTOU | sabato, 18 aprile 2026 h 11.00
Omikuji, lavoro aperto. A proposito dell’opera da camera sul pensiero occidentale e asiatico
Collegamento Zoom a questo link:
https://us06web.zoom.us/j/86991666251?pwd=E2Of0Hti8UHaAG1YSQaUJ0bbjvL8or.1
- Robert HP PLATZ | sabato, 16 maggio 2026 h 11.00
Taormina Block: polifonia formale
Collegamento Zoom a questo link:
https://us06web.zoom.us/j/83748827206?pwd=seNIAEzNX8YBommaL5xBIAXPdEUP3h.1
- Juha T. KOSKINEN | sabato, 13 giugno 2026 h 11.00
Trasformare e collegare un’antica storia giapponese ai nostri tempi. Un incontro tra un performer Noh e un’attrice finlandese
Collegamento Zoom a questo link:
https://us06web.zoom.us/j/89205381010?pwd=tLmSMRjNnukojElqZSaNGJ6XWKcv8C.1
- Biagio PUTIGNANO | sabato, 19 settembre 2026 h 11.00
Della trasmutazione delle tecniche: a proposito di Stanze. Omaggio a P.P. Pasolini
- César CAMARERO | sabato, 24 ottobre 2026 h 11.00
Essere compositore nel XXI secolo. Storia, critica, processi e procedimenti delle forme
- Francisco Martín QUINTERO | sabato, 14 novembre 2026 h 11.00
Dialogo interculturale nella musica di Francisco Martín Quintero
- Cosimo COLAZZO | sabato, 12 dicembre 2026 h 11.00
Decentrare la composizione. Per una cultura non estrattiva del suono
Gli incontri si svolgeranno on line su piattaforma Zoom. La partecipazione è libera, aperta a tutti. Per chi abbia bisogno di un attestato di partecipazione è necessario segnalare l’esigenza alla Segreteria dell’Associazione Culturale Piazza del Mondo: segreteria@piazzadelmondo.it. In funzione dell’attestato saranno monitorate le presenze dei richiedenti.
L’iniziativa è partecipe delle proposte di attività formative per la ricerca nell’ambito del Corso di Dottorato di Interesse Nazionale in Artistic Research on Musical Heritage (Ricerca Artistica sul Patrimonio Musicale), focalizzato su approcci multidisciplinari per la tutela e valorizzazione del patrimonio musicale, con il coinvolgimento di vari Conservatori italiani e capofila il Conservatorio di musica “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto.
Educazione in carcere: il dossier di Nuova Secondaria n. 8 (aprile 2025), a cura di Giuliana Adamo

Nel numero 8 di Nuova Secondaria (aprile 2025, anno XLII – ISSN 1828-4582), la rivista ha dedicato un dossier monografico al tema dell’educazione in carcere, a cura di Giuliana Adamo, offrendo uno sguardo articolato e critico su pratiche, modelli e prospettive della formazione nei luoghi di reclusione.
L’inserto fa luce su problematiche, modalità e dinamiche didattico-formative che sono alla base di ogni autentico processo di insegnamento e apprendimento e che, se applicate ai contesti detentivi, si rivelano vere e proprie buone pratiche. Esperienze e riflessioni qui raccolte costituiscono un patrimonio prezioso anche per i docenti della scuola secondaria, chiamati oggi a ripensare il senso educativo del proprio ruolo in una società attraversata da crescenti disuguaglianze.
Se nella scuola delle persone libere l’obiettivo imprescindibile è favorire crescita, apprendimento e maturazione in tutte le dimensioni della persona – emotive, psicologiche, relazionali e cognitive – nei contesti di detenzione il processo formativo assume una valenza ulteriore. Come sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, l’educazione in carcere deve offrire percorsi di riabilitazione, facendo germogliare il potenziale di trasformazione necessario a ricostruire l’autostima e a preparare la persona detenuta alla reintegrazione nella società.
Il dossier mostra come questo tema non sia affatto distante dal mondo esterno della scuola secondaria italiana. La scuola in carcere si svolge infatti in uno spazio-tempo alterato, privo di connessioni elettroniche, in cui l’apprendimento passa attraverso pratiche oggi sempre più rare: scavare dentro di sé, affidarsi alla memoria, aprirsi all’ascolto e al dialogo, scrivere a mano, restituire creativamente il sapere. Modalità che, se sapientemente attivate da operatori competenti, rivelano una forza educativa profonda e spesso dimenticata nel contesto ipertecnologico della scuola “di fuori”.
L’intreccio delle voci presenti nel dossier, muovendo da una realtà di marginalità, apre a una riflessione più ampia sulla necessità di innovare saperi, culture e tecnologie educative, affinché il tessuto sociale possa essere rivitalizzato attraverso forme più giuste di giustizia. Una (ri)educazione riformata, capace di servire l’intera società e non soltanto gli interessi delle classi privilegiate, emerge come orizzonte etico e politico imprescindibile.
Da qui nasce anche l’invito – forse utopico, ma necessario – a contribuire, a partire dalla scuola dell’obbligo, alla creazione di spazi abitativi e lavorativi che permettano alle persone detenute di proseguire il proprio percorso rieducativo nel rispetto della dignità umana, e a quelle ex-detenute di ricostruire una vita senza essere spinte verso la recidiva da una società che continua a respingerle.
Ordire questo nuovo paradigma dovrebbe essere compito della scuola. Alla logica della scuola-lavoro, spesso inefficace e in contrasto con i tempi naturali della crescita, il dossier propone di affiancare – o sostituire – una visione di scuola-margini / scuola-periferie, capace di educare alla complessità, alla responsabilità e alla convivenza democratica.
SOMMARIO DEL DOSSIER:
DOSSIER
Educazione in carcere: teoria e pratica
(a cura di Giuliana Adamo, Trinity College –
University of Dublin)
Giuliana Adamo, Prefazione, pp. 54-56
Paolo Cherchi, Giambattista Marino e le sue scritture
dal carcere, pp. 57-64
Francesco Ghia, Apocatastasi e giustizia riparativa,
pp. 65-69
Giuliana Adamo, Carcere e educazione: qualche
rifl essione, pp. 70-72
Carla Villagrossi, La prova del nome. La forza della
parola, pp. 73-77
Silvana Ceruti, Alberto Figliolia, Ritrovare il sé:
poesia in prigione, pp. 78-81
Amedeo Savoia, Lorens, pp. 82-85
Walter Falgio, Entrare e uscire dal carcere.
L’esperienza teatrale pionieristica de Le Maschere
Nere, pp. 86-90
Nicola Straffelini, Musica in carcere, pp. 91-92
Nuova Secondaria – n. 8, aprile 2025 – anno XLII – ISSN 1828-45
Un progetto di ricerca sul tema delle co-implicazioni di composizione, performance, audience, volto a definire punti nodali e cruciali della ricerca artistica per individuarla e qualificarla in specificità di profilo e di metodo

Il mondo odierno, caratterizzato da una stratificazione polivoca dell’esperienza, sviluppa sensibilità portate all’intreccio di linguaggi e stili. La composizione rivisita formati della performance per esplorare nuove possibilità, con il supporto, in molti casi, di una tecnologia resasi agile quanto versatile. Il pubblico analogamente appare mobile, lungo i percorsi del reale e del virtuale, secondo interscambi che vengono vissuti, specie dalle nuove generazioni, in senso molto libero e dinamico. La prospettiva storica già dice di esperienze che hanno sperimentato nuove modalità del rapporto opera/pubblico. Cosa si dà nell’oggi? Quali esperienze sono, in questo senso, significative e segnano una traccia? Il progetto di ricerca si propone di indagare il campo dell’esperienza estetica individuata nel rapporto inscindibile composizione/performance, e insieme quello del pubblico, rilevandone, attraverso opportuni strumenti, orientamenti, risposte, sensibilità, aspettative.
L’Associazione Culturale Piazza del Mondo, nel contesto di un tale progetto, promuove seminari, workshop, forum di artisti, laboratori, performance, lecture-performance, momenti di convegno e pubblicazioni.
Si lavora a un convegno – “Episteme della ricerca artistica. Metodi aperti e conoscenza incarnata”, che si terrà prevedibilmente a ottobre 2026, con il coordinamento di Cosimo Colazzo.
Ne indichiamo orientamenti e visione nelle parole di Cosimo Colazzo.
“La ricerca artistica può essere intesa come un modo proprio e pregnante di investigare e scoprire, che non applica un metodo predefinito all’oggetto, ma piuttosto lo segue nel suo farsi. In questo senso, essa si configura come un processo aperto, plastico e flessibile, capace di adattarsi alle trasformazioni dell’oggetto stesso e alle condizioni che emergono lungo il percorso. Non procede per andamenti rettilinei né cumulativi, ma per deviazioni, ritorni, salti e risonanze, accettando l’incertezza come elemento strutturale del conoscere.
“Proprio per questo, la ricerca artistica non è mai autoreferenziale: il soggetto che ricerca è costantemente messo in gioco e trasformato dall’incontro con il materiale, con il contesto e con l’esperienza sensibile. L’episteme della ricerca artistica non coincide con un sistema chiuso di concetti, ma con la strutturazione di un sapere che nasce e prende forma attraverso la pratica creativa. In essa, la téchne – intesa come insieme di competenze tecniche, operative e materiali – si fonde con la noesis, ovvero con l’intuizione, l’immaginazione e la capacità di cogliere relazioni anche se esse, a volte, non siano immediatamente formalizzabili.
“Da questa fusione emerge una conoscenza che non è esclusivamente teorica o discorsiva, ma anche incarnata, esperienziale e visiva: un sapere che si manifesta nei gesti, nelle forme, nei suoni, nelle immagini e nelle situazioni performative.
“La ricerca artistica si distingue inoltre per il suo carattere intrinsecamente soggettivo, non nel senso di arbitrario, ma come assunzione consapevole di un punto di vista situato. Il soggetto della ricerca non si pone come osservatore esterno, bensì come parte attiva del processo, assumendo la propria esperienza come strumento critico. In questo quadro, le teorie e i saperi che interrogano il sensibile diventano dispositivi fondamentali per comprendere come la conoscenza artistica si produca e si trasmetta attraverso forme non puramente linguistiche.
“Infine, la ricerca artistica agisce come un processo di autoriflessione critica, in cui il fare artistico diventa al tempo stesso oggetto e metodo dell’indagine. L’opera, o il processo che la genera, non è il semplice risultato della ricerca, ma uno spazio di pensiero attivo, in cui si rendono visibili le tensioni, le scelte, le aporie e le possibilità aperte dal percorso intrapreso. In questo senso, la ricerca artistica non mira a conclusioni definitive, ma a configurazioni di senso provvisorie, capaci di attivare nuove domande e di aprire ulteriori campi di esplorazione”.
Echi e tessiture: un progetto di ricerca che incrocia gli ambiti della ricerca musicale, compositiva, poetico-letteraria, antropologica, visuale, nella chiave del tema culturalmente rilevante della tessitura; e una produzione musicale, opera di Cosimo Colazzo, a vocazione intermediale, con testi di Giuliana Adamo e immagini di Raul Masu, che ora approda all’estero, a Siviglia

ECHI E
TESSITURE
Musica di Cosimo Colazzo – Testi di Giuliana Adamo – Immagini di
Raul Masu
Con Agorart ensemble
Echi e tessiture è un progetto di ricerca che incrocia gli ambiti della ricerca musicale, compositiva, poetico-letteraria, antropologica, visuale, nella chiave del tema culturalmente rilevante della tessitura. Nel contempo e in rapporto di co-implicazione è progetto di produzione musicale e di circuitazione. In questo contesto, l’opera Ricercando l’imprevedibile del compositore Cosimo Colazzo ha avuto una prima esecuzione a Trento unitamente a un video di Francesco Casu incentrato sull’arte di Maria Lai. In questa versione ha avuto circuitazioni in Italia a Lecce, Poggiardo, Morcone per vari festival
Ora il progetto procede nel suo tour approdando anche all’estero, e dinamicamente si plasma unendo insieme con la musica, testo e immagini. Allarga la sua visione al vasto paese della tessitura, che viene declinato in un’idea di Mediterraneo che tesse fili, discorsi, narrazioni, storie.
L’opera si viene a comporre intorno al tema della tessitura, che attraversa consistentemente l’intera cultura mediterranea in secoli lunghi di storia, e incrocia l’opera creativa di poeti, artisti, musicisti. Si pensi all’arte di Maria Lai, ma anche alle suggestioni poetiche di voci come quelle di Antonella Anedda e Maria Attanasio, a una grande artista della tessitura come Dolores Ghiani.
Ideata e realizzata dal compositore Cosimo Colazzo e dalla critica letteraria Giuliana Adamo, l’opera si presenta come una tessitura polifonica di linguaggi, dove suono, immagine e parola si fondono in una trama poetica e sensibile.
Sul filo dell’arte, dal telaio di Penelope ai libri cuciti di Maria Lai, il testo di Giuliana Adamo segue ed espone orditi, trame, echi, risonanze. Da Omero si risalgono secoli, nodi e risonanze, sino a Emily Dickinson, Marina Cvetaeva, Paul Celan, Amelia Rosselli, Antonella Anedda, Maria Attanasio…
La musica di Cosimo Colazzo esprime una ricerca che si alimenta di materiali minimi, capaci di generare bellezza nel silenzio, nel vuoto, nell’ascolto del possibile. Un linguaggio sonoro che non impone, ma suggerisce e sussurra, lasciando spazio all’imprevisto e all’emozione.
Immagini di Raul Masu contrappuntano in momenti l’opera con richiami molto metaforizzati alla tessitura, al suo codice, al tempo che essa richiede e evoca, ai silenzi e al vuoto necessari.
L’opera, così, propone un percorso immersivo e visionario, dove lo spettatore è invitato a esplorare il senso dell’arte come scoperta, stupore e possibilità.
Costituisce un’occasione unica per lasciarsi attraversare dalla forza poetica dell’atto creativo, che è tessitura, fare e disfare, costruire, strutturare, ma anche aprire sguardi al possibile e all’ascolto.
Agorart ensemble dà vita alla partitura musicale
con:
Davide Baldo (flauto, flauto in Sol)
Emanuele Dalmaso (clarinetto)
Filippo Corbolini (sax)
Flora Vedovelli (arpa)
Cosimo Colazzo (pianoforte)
L’evento è prodotto da Associazione Culturale Piazza del Mondo, realtà attiva nella sperimentazione artistica e nella valorizzazione delle connessioni tra linguaggi creativi, con progetti in ambito musicale, teatrale e multimediale. L’evento si realizza grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
Una delle prossime tappe di circuitazione sarà all’estero, presso l’Università di Siviglia, giovedì 26 marzo 2026, nell’ambito del VI Encuentros de Compositores 2026, in svolgimento a Siviglia dal 23 al 27 marzo 2026.
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Cosimo Colazzo, compositore, pianista, direttore d’orchestra, è autore di una vasta produzione, premiato in concorsi nazionali e internazionali. La sua musica è stata eseguita in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in America Latina, in Giappone, ed è pubblicata da Rai.com. Nel campo dell’opera e del teatro musicale, è autore dell’opera Francisca, delle opere comiche La locandiera, Musicape e il giovin signore (libretto di Giuliana Adamo), Il latifondo magico (libretto di Vito Riviello), dell’opera-balletto Sotto i colpi del sole di ferro (testo di Salvatore Colazzo), dei melologhi Les dés des ordres (con testi di Emilio Villa), L’attesa (testo del compositore, da Simone Weil). È autore di saggi e volumi pubblicati in Italia e all’estero.
Giuliana Adamo, docente di Lingua e Letteratura italiana al Department of Italian del Trinity College di Dublino è autrice di libri e saggi dedicati alla letteratura del ‘900 (Palazzeschi; futurismo; Vincenzo Consolo; Umberto Eco, Luigi Meneghello; Maria Attanasio; Antonella Anedda gli autori studiati e analizzati), alla storia della resistenza (la figura di Vittore Bocchetta), a questioni spinose dell’attualità (mafia e ‘ndrangheta), pubblicati da editori importanti tra cui Salerno, Manni, Longo, Castelvecchi, Armando, Viella, CUEC, Milella, Università del Salento.
Raul Masu si diploma in Musica Elettronica e Composizione (ordinamento previgente) presso il Conservatorio Bonporti di Trento. Successivamente, ottiene il diploma di merito in Live Electronics, Sound and Music Computing presso l’Accademia Musicale Chigiana. Conclude il suo percorso di studi conseguendo un dottorato di ricerca in Digital Media, specializzazione in creazione audiovisiva e contenuti interattivi, presso l’Universidade Nova de Lisboa, nell’ambito di un programma di dottorato in collaborazione con l’Universidade do Porto e la University of Texas at Austin. Dopo il dottorato, ha insegnato e condotto attività di ricerca in Thailandia (Institute of Music Science and Engineering presso KMITL) e in Cina (Computational Media and Art presso la Hong Kong University of Science and Technology Guangzhou). Ha composto musica strumentale, elettronica e per sistemi multimediali. Parallelamente, ha portato avanti per oltre dieci anni una carriera accademica focalizzata sui sistemi interattivi in ambito musicale.
Agorart Ensemble è un ensemble dedito alla musica contemporanea sorto nell’incubatore/aggregatore Associazione Culturale “Piazza del Mondo”, che raccoglie musicisti con rilevanti esperienze nel campo, distinti inoltre da versatilità, flessibilità, interlocuzione con sperimentazioni aperte e sfidanti. Numerose sono le prime esecuzioni assolute presentate in pubblico, di nuove opere di compositori che hanno scritto lavori appositamente per l’Associazione Culturale Piazza del Mondo e per l’ensemble, quali Agostini, Aralla, Bombardelli, Bosco, Camarero, Colazzo, Colombo Taccani, De Sanctis De Benedictis, Quintero, Rolli, e diversi altri. Ha tenuto concerti in Italia e in Spagna collaborando con il Conservatorio Superior de Música di Siviglia, con il festival Encuentros Sonoros e con l’ensemble Taller Sonoro.
L’Associazione Culturale Piazza del Mondo, con sede a Rovereto (TN), nasce dall’intento di fare cultura promuovendo il confronto interdisciplinare tra gli ambiti umanistico, scientifico, artistico; la relazione tra territori diversi; il dialogo delle alterità. Dalla sua nascita, nel 2016, ha realizzato numerose manifestazioni, tra cui: Sapere e futuro, Prospettive dell’identità, Storie di genere, Agorà Forum & Sounds, Mondi pluriversi, Come nasce un’opera, Resistenza e resilienza, Meditazione e comunità, Mondi senza frontiere, Mondi diversi, Scrittura e impegno civile, Margini e periferie, Antropocene, Fiaba, Ricercando l’imprevedibile, Lo sguardo oltre, Aperto/Chiuso. Opera, con interventi culturali e laboratori creativi, in contesti di disagio e marginalità (penitenziari, centri di salute mentale). Incubatore di nuove creatività, supporta compositori e interpreti con iniziative ad alto tasso di innovazione. In quest’ambito, la produzione dell’opera Francisca, dell’opera comica La locandiera, Musicape e il giovin signore, dell’opera multimediale Ricercando l’imprevedibile, insieme con altri progetti. Al suo interno agisce Agorart ensemble, dedito alle musiche del Novecento e contemporanee. Realizza pubblicazioni in collaborazione con gli editori Armando, Castelvecchi, Milella. Info: www.piazzadelmondo.it; segreteria@piazzadelmondo.it