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In questo secondo decennio del XXI secolo abbiamo sentito l’urgenza di fondare un’associazione che  nel suo stesso titolo, ‘Piazza del mondo’,  convoglia  i suoi interessi e i suoi scopi precipui: un dialogo aperto a vari agenti – in questa nostra epoca caratterizzata, da un lato dalla globalizzazione, dall’altro dalle diversità – del polo scientifico e di quello umanistico, entrambi declinati nell’ampio spettro delle rispettive possibilità. In un mondo che cambia e  si apre,  spesso con enormi difficoltà, al nuovo e al diverso,  e che simultaneamente, per difesa e per amore delle proprie radici,  si  chiude ed àncora ad antiche tradizioni e abitudini culturali, è giusto ed importante dare voce a chi sta partecipando attivamente al mantenimento e/o alla ridefinizione del mondo in cui viviamo.

Dal 2016 al 2018 ha realizzato progetto ‘Sapere e futuro’, per permettere a chi possiede conoscenza ed esperienza di divulgarle e compartirle soprattutto con i più giovani per suscitarne l’interesse e la curiosità necessarie alle scelte che faranno per il loro futuro. Ed in questo gioca un ruolo fondamentale l’approccio didattico e l’esempio delle personalità invitate che hanno animato il programma dell’iniziativa, grandi personaggi della cultura o attivamente impegnati nel sociale. La manifestazione ha voluto aiutare a pensare le complessità del proprio tempo aprendo prospettive e orizzonti a chi è in cerca del proprio futuro.

Dal 2018 ha preso il via anche il progetto ‘Prospettive dell’identità’, composto di incontri di studio e iniziative artistico-musicali, dedicato ai temi del confronto tra mondi culturali diversi, della definizione identitaria, delle relazioni di genere. Vengono organizzate giornate di studio, cicli tematizzati di concerto, si stimola e sostiene la produzione di opere nuove. In questo contesto è stato organizzato un convegno, dal titolo ‘Mondi pluriversi. Musica e cultura in Carlo Belli, roveretano in Magna Grecia’, dedicato alla figura di Carlo Belli, teorico dell’arte astratta negli anni ’30 in Italia. Accanto al convegno, come sempre nel modello organizzativo di ‘Piazza del Mondo’, alcuni concerti. Un’altra iniziativa che ha animato lo spazio denominato ‘Prospettive dell’identità’ è stata la presentazione in pubblico di un work in progress, che l’Associazione sostiene, dal titolo ‘Francisca’, un’opera per voci e ensemble strumentale, musica di Cosimo Colazzo e libretto di Giuliana Adamo (da Maria Attanasio).

Nel 2019 o ha organizzato una serie di giornate di studio e parallele iniziative artistiche, dedicate alla tematiche di genere, dal titolo: ‘Storie di genere. Il punto sulle donne’.

Nello stesso anno ha varato un’altra manifestazione, tra musica, cultura, ricerca, dal titolo ‘Agorà Forum & Sounds’. In essa si sono tenute qualificanti iniziative volte ad aprire confronti tra musicisti e compositori di varie generazioni, a offrire occasioni altamente formative per giovani artisti, a generare spazi di creatività, incubatori di nuove opere musicali da realizzare e presentare al pubblico.

Su questa linea anche il convegno interdisciplinare organizzato nello stesso 2019 dal titolo ‘Come nasce un’opera’, che ha messo a confronto, sul tema della creatività: dell’individuazione di un’idea e del dispiegamento di essa in processi che portano alla produzione di un’opera. Ne hanno trattato artisti, matematici, registi, architetti, archeologi, critici, scrittori, pittori. In parallelo si è tenuto un importante concerto con nuove opere scritte appositamente per il progetto.

Mossa da questi scopi, l’Associazione ha in programma la pubblicazione di una rivista digitale, che accoglierà gli interventi di contributi esterni provenienti dai vari campi del sapere, in uno spirito di confronto mirato ad animare le prospettive culturali, il rapporto tra discipline diverse e tra differenti modalità di pensiero.

In questa nostra epoca caratterizzata, da un lato dalla globalizzazione, dall’altro dalle diversità, l'Associazione Culturale Piazza del Mondo, con le sue attività, propone un dialogo aperto del polo scientifico e di quello umanistico, entrambi declinati nell’ampio spettro delle rispettive possibilità