Una serie di iniziative, tra incontri culturali (giornate di studio e tavole rotonde) e performance (un’esposizione, un recital teatrale e diversi concerti), su temi in intreccio tra loro: margini, periferie, antropocene, fiaba. Tra Trento (Conservatorio) e Rovereto (Biblioteca Civica e Sala Filarmonica) dal 10 al 26 novembre. Organizza l’Associazione Culturale Piazza del Mondo

10 Novembre 2023a26 Novembre 2023

L’Associazione Culturale Piazza del Mondo è fortemente impegnata su tematiche stringenti dell’oggi e del contemporaneo, che affronta da una pluralità di punti di vista, chiamando a convegno, scienza, discipline umanistiche e arti. Questa sua attività svolta diffusamente, ormai da anni (dal 2016 quando ha avviato le sue attività) in Trentino, ma anche altrove, in Italia e all’estero, ha incrociato le voci di riconosciutissimi intellettuali, studiosi, artisti.

Nelle prossime settimane concentra molte attività che significativamente incrociano incontri culturali (nella forma di giornate di studio, tavole rotonde), e performance (esposizione di arte visiva/poesia, recital teatrale, diversi concerti, due opere con video). Si ruota, con la vasta proposta di iniziative, intorno a una costellazione di tematiche in intreccio: margini, periferie, antropocene, fiaba.

La fiaba è modello di linguaggio che si radica comunitariamente, ma nella sua cornice rende possibili trasgressioni, di volare oltre la logica abituale. Un modello dell’interazione a tutt’orizzonte tra appartenenza e liberazione, dove le identità possono farsi creative. Una giornata di studi, dal titolo La fiaba tra arte e formazione, mette a fuoco la questione, nel profilo antropologico, etnologico, sociale, creativo, pedagogico, lunedì 13 novembre a partire dalle ore 10, alla Sala Multimediale della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto. Intervengono: Antonio Errico, Eugenio Imbriani, Salvatore Colazzo, Riccardo Casamonti, Giuliana Adamo, Francesco Casu, Giuseppe Calliari, Mauro Neri, Armando Franceschini.

Quella dell’identità è questione oggi cruciale. Oggi che i soggetti sembrano sempre più dispersi, impossibilitati di riconoscersi in provenienze e contesti, perché tutto si conforma a modelli globali dove si è assolutamente anonimi, funzioni di consumo soprattutto, come tentare di rianimare margini di vita culturale e sociale? Le periferie, il locale possono tentare di ridefinirsi e di trovare una propria risonanza, pure in un mondo che mette sostanzialmente tutto su uno stesso piano? Si può tentare un discorso del locale che muova dal suo essere margine per tentare di agire una differenza forse liberata, forse meno dispersa, più riflessiva, più creativa? Una giornata di studi – titolo Essere periferia. Dalla dispersione a una nuova consapevolezza. Dinamiche della partecipazione, del dialogo, dello sguardo critico, del riscatto – si incarica di sollevare e affrontare queste questioni complesse, martedì 14 novembre dalle ore 10:00, alla Sala Multimediale della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, con interventi di: Giacomo Mameli, Giuliana Adamo, Andrea Gargiulo, Francesco Casu, Vito Biolchini, Ada Manfreda, Carlo Elmiro Bevilacqua.

L’antropocene ha visto lo sviluppo del progresso umano che ora mostra la corda, avendo esercitato una pressione insostenibile sull’ambiente, avendo provocato enormi squilibri sociali. Come superare una fase così fortemente critica? Certo, modificando il modello di sviluppo, tentando un riequilibrio nel rapporto con l’ambiente, una ridefinizione delle relazioni geo-politiche in senso più collaborativo. Ma basterà? Alcuni affermano che la soglia critica sia stata superata e il riparo sia quasi impossibile. Se ne parlerà nella giornata di studi di mercoledì 15 novembre alla Sala Multimediale della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, a partire dalle ore 10:00, titolo Antropocene. Pensiero e azione, con interventi di: Lech Witkowski, Salvatore Colazzo, Demetrio Ria, Giuliana Adamo, Piero Antonaci, Luca Baldoni, Francesco Sardelli.

Quindi, nella giornata di giovedì 16 novembre due incontri culturali. Una tavola rotonda nella mattinata, a partire dalle ore 10:00, sempre alla Sala Multimediale della Biblioteca Civica “G. Tartarotti”, è dedicata alla figura del poeta, scrittore, artista di poesia-visiva, operatore culturale altamente sperimentale, Antonio Verri. La tavola rotonda, dal titolo Poesia dei margini, e dai margini all’aperto. Le scritture di Antonio Verri, – con Giuliana Adamo, Cosimo Colazzo, Salvatore Colazzo, Antonio Errico, Mauro Marino, Salvatore Rizzello – proporrà un profilo della straordinaria, plurale opera creativa dello scrittore e poeta, come anche l’itinerario di un marginale, di un artista periferico, che da questa sua posizione ellittica e forse proprio per questo ha saputo gettarsi nell’aperto sperimentale fuori da parole d’ordine o accademismi.

Ad Antonio Verri è dedicata anche un’esposizione di sue opere visive, dal 10 al 26 novembre presso la Sala Multimediale della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, dal titolo Antonio Verri. Tredici tavole per John Cage. Quando, decostruendo, l’armonia dilaga. Tredici opere che sono collage di reperti del quotidiano, strisce e stringhe di parole, slogan, titoli, pubblicità, immagini, ritagli: un itinerario che, sulla traccia di Cage, disegna l’interesse di Verri per l’aperto, per le capacità che il caso mette in campo, di trovare coaguli inattesi, come pure per le molteplici stratificazioni di segni e oggetti diversi.

Nel pomeriggio di giovedì 16 novembre, a partire dalle ore 16, un’altra tavola rotonda, dedicata ai temi dei rapporti tra poesia e traduzione, dal titolo Voci dai margini. Reti di poesia e traduzione. In occasione del decennale della scomparsa del poeta irlandese premio Nobel Seamus Heaney. La parola poetica si nutre di un’origine, ma anche di voci differenti, è rete di voci poetiche differenti. Poesia e traduzione possono farsi specchio per quelle voci di poeti che sono sempre nell’aperto della formazione della parola. Intervengono, nella tavola rotonda, Marco Sonzogni (traduttore dell’opera di Seamus Heany e egli stesso poeta), la poeta e saggista Antonella Anedda, la critica letteraria Giuliana Adamo.

Ci spostiamo ora al programma delle performance. Dell’esposizione di Verri per Cage si è detto. Diremo ora dell’opera Francisca di Cosimo Colazzo su libretto di Giuliana Adamo, in programma all’Auditorium del Conservatorio di Musica “F.A. Bonporti” di Trento, sabato 11 novembre alle ore 20:45. L’opera tratta una tematica di genere che tocca le sensibilità attuali. Francisca, la protagonista, è sottoposta a un processo dall’Inquisizione perché assume vesti e comportamenti maschili e lavora nei campi. Lo fa per sopravvivere, poiché ha perso il marito e vive sola, non ha nessuno e ha bisogno di lavorare. Ma interpreta l’altro genere, ne assume il linguaggio. E questo provoca scandalo, turbamento. Il processo terminerà positivamente per lei, caso inatteso di tolleranza del diverso. Ma ha leso punti critici dell’ordine sociale e per questo ha mosso la forza del potere. L’opera si riferisce a un fatto storico accaduto in Sicilia alla fine del 1600, un periodo dove persiste la eco del dagli all’untore e della caccia alle streghe. Attraverso lo scontro-incontro in tribunale di Francisca, contadina giovane e povera, e di Don Bonaventura Cappello, Inquisitore, mostra la strenua, eterna, sempre attuale lotta tra cecità e ragione, calunnia e verità, fuoco distruttore e luce illuminante. La musica rende questo senso dello scontro che oppone la forza del potere che reclama remissione, e una donna inerme. Ma nel corso degli svolgimenti rende anche le trasformazioni che incontrano i personaggi, e soprattutto l’Inquisitore, i dubbi che l’avvolgono, la penombra che vive un potere che incomincia a porsi domande e a modificarsi. Il libretto si ispira al racconto-documento di Maria Attanasio (Caltagirone, 1943; punta di diamante della Sellerio) intitolato Correva l’anno 1698 quando nella città avvenne il fatto memorabile (I. ed. 1994; II. ed. 2020 in Lo splendore del niente e altre storie). L’opera presenta due voci cantanti, Francisca interpretata dal soprano Patrizia Zanardi, e l’Inquisitore nella voce del baritono Roberto Abbondanza. Una voce recitante, interpretata da Giuseppe Calliari, lega eventi, descrive fatti e antefatti, commenta. Con le voci un ensemble, un quartetto di sassofoni, MP Saxophone Quartet: Emanuele Dalmaso (sax soprano); Mattia Grott (sax contralto), Filippo Corbolini (sax tenore); Simone Dalcastagnè (sax baritono). Importante l’apporto del video, che accompagna tutta l’opera, composto da Francesco Casu, multimedia artist, che cura anche, nella rappresentazione, la regia e il live editing dello spettacolo. Ha collaborato a montaggio e postproduzione Roberto Putzu, mentre i disegni originali sono di Sean Scaccia. Si terrà un breve incontro con la scrittrice Maria Attanasio e la librettista Giuliana Adamo per presentare l’opera, alle ore 20:00, poco prima dello spettacolo che inizierà alle ore 20:45.

Lunedì 13 dicembre, in serata, alle ore 20:45 alla Sala Filarmonica di Rovereto, un racconto di veglia di Riccardo Casamonti e Sergio Berti, interpretato in un recital di teatro da camera da Riccardo Casamonti, dal titolo Le prime luci dell’alba. Fiaba e magia intessono il racconto, secondo i modi della tradizione popolare contadina toscana, dei “racconti di veglia” e delle “serate a veglia” che raccolgono interno all’affabulazione orale dell’aedo di turno, tutta la comunità. Spettacolo pensato come teatro da camera, per una platea prossima all’attore, in un rapporto di intima condivisione, senza particolari mediazioni nel dispositivo teatrale e di spettacolo, in modo da poter “vivere” letteralmente la magia di un moderno racconto di veglia

Martedì 14 dicembre è la volta di un concerto, alla Sala Filarmonica di Rovereto, alle ore 20:45, tenuto dalla pianista Laura Di Paolo, che propone al pubblico pagine recenti di autori minimalisti e post-minimalisti americani. Esprime il segno musicale di un oggi che ha come perso e smarrito l’idea del progresso, che vive il senso di un eterno presente, e di un mondo indifferente. Così appaiono le testure minimaliste, spesso automatiche, oppure incantate e ferme.

Mercoledì 15 novembre, il concerto alla Sala Filarmonica di Rovereto, alle ore 20:45, vede impegnati l’Ensemble di Arpe della Civica Scuola Musicale “R. Zandonai” di Rovereto – che esegue un’opera di John Cage – e Agorart ensemble – che interpreterà opere di Cosimo Colazzo e Karlheinz Stockhausen. Nella serata anche una fiaba di Maria Lai, con regia video di Francesco Casu. Un concerto composito, fatto di immagini, video, luci, che significativamente propone innanzitutto Cage, ponendosi nel solco di un’arte che libera i margini definitori verso incroci molteplici. Cage smargina i confini abituali delle cose, dei rapporti tra suono, rumore, silenzio pensandoli in osmosi, in una condizione aperta e liberata. Stockhausen, altro autore nel programma, con un atteggiamento di vorace spinta sperimentale, approda, per paradossi e salti, a una visione policentrica e aperta. La sua immaginazione spazia nell’aperto, si spinge sempre oltre. I suoi progetti possono assumere respiro cosmogonico, fare dello zodiaco e di cartografie stellari mappe tutte musicali. Un video ne traccia risonanze nel segno di un di là, di un fuori campo da ricercare e mostrare. La fiaba consente di sottrarsi alle serie logiche. Genere strutturato, rinsalda, nelle sue ritmiche consolidate ancorché orali, il senso comunitario. E nello stesso tempo offre la possibilità, dentro la sua cornice, di trasgredire e sognare. L’arte – dice Maria Lai, di cui viene presentata una fiaba messa in video da Francesco Casu – è una pietra lanciata nel vuoto: slancio, scommessa, gioco e stupore, come anche attesa e capacità d’ascolto.

Giovedì 16 novembre, un altro concerto alla Sala Filarmonica di Rovereto, alle ore 20:45, con l’arpista Francesca Tirale che propone pagine di autori del ‘900 e di compositori contemporanei. L’arpa nel ‘900 è stata oggetto di invenzione e investigazione da parte di molti compositori. Esplorata nel segno di poetiche impressionistiche da molti autori, specie francesi, è stata vista diversamente da altri compositori, quasi in un contro-movimento contro le retoriche del vago, come portatrice di valori del segno preciso e netto, oppure capace di ampliare il suo universo sonoro verso regioni nuove e inedite. Il concerto propone un orizzonte composito di opere mettendo in risonanza compositori di generazioni diverse.

Si termina questa fase intensa di iniziative programmate dall’Associazione Culturale Piazza del Mondo con un’altra opera, in programma a Trento, all’Auditorium del Conservatorio di musica F.A Bonporti, sabato 25 novembre alle ore 20:45, un’opera comica di Cosimo Colazzo, su libretto di Giuliana Adamo, dal titolo La locandiera, Musicape e il giovin signore. L’opera è una satira di estrema attualità su certo populismo da spiaggia. Il giovin signore adombra un personaggio ottuso e arrogante, presente in ogni tempo. La locandiera, che possiede lo spirito acuto dell’intelligenza femminile popolare, gli tiene testa: sembra assecondarlo, ma per prendersene gioco. Musicape (nome che richiama un personaggio favolistico di Maria Lai e il suo essere dotata di una mente bambina contro ogni conformismo) è personaggio che ronza curiosa intorno alle azioni degli umani e le commenta ilare e pungente. Giochi linguistici, nel testo, nella musica: associazioni, innesti, scivolamenti, finestre di citazioni. C’è il gusto dello spiazzamento, ma anche un gioco molto serio, di riflessione su un mondo che ci è prossimo e vicino. Personaggi e interpreti: la locandiera: Patrizia Zanardi (soprano); il giovin signore: Paolo Leonardi (basso); Musicape: Giuseppe Calliari (voce recitante). Per la parte strumentale: Agorart Ensemble, che è ensemble in residence dell’Associazione “Piazza del Mondo” di Rovereto: Emanuele Dalmaso (sax); Leonardo Graziola (violoncello); Mirko Satto (accordeon); Mirko Pedrotti (percussioni); Andrea Gargiulo (pianoforte). Direttore: Cosimo Colazzo. Regia video e live editing: Francesco Casu. Montaggio e postproduzione: Roberto Putzu; disegni originali: Sean Scaccia. Saranno sipario all’opera: un’interpretazione musicale di Stockhausen da parte di Agorart ensemble con video di Francesco Casu; un’intervista a Maria Lai; e una fiaba di Maria Lai interpretata in un video con la regia di Francesco Casu.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

Gli incontri culturali saranno in presenza, con la possibilità di seguirli tramite contestualmente online su varie piattaforme.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero. Gli incontri culturali saranno in presenza, con la possibilità di seguirli contestualmente online su varie piattaforme.

INFO: Associazione Culturale Piazza del Mondo – Rovereto – segreteria@piazzadelmondo.itwww.piazzadelmondo.it


LOCANDINA GENERALE Incontri e Performance – (PDF) – (JPEG)
OPUSCOLO GENERALE Incontri e Performance – (PDF – pp. 1-16) – (PDF – Opuscolo)
LOCANDINA GENERALE Incontri Culturali – (PDF) – (JPEG)
LOCANDINA GENERALE Performance – (PDF) – (JPEG)

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