
L’Associazione Culturale Piazza del Mondo promuove e realizza, presso le Case Circondariali di Mantova e Cremona, due Laboratori di Lettura e Scrittura Creativa di durata annuale, rivolti ai detenuti delle due strutture. I laboratori sono coordinati e condotti da Giuliana Adamo, con la collaborazione di Luciano Zampese (Università di Ginevra) e di altri operatori culturali coinvolti nel progetto.
L’iniziativa si configura come un intervento culturale di profondo valore sociale, volto ad attivare nei partecipanti un processo di messa in forma del vissuto, delle memorie personali, dell’identità e della condizione carceraria. Attraverso la lettura e la scrittura, i detenuti sono accompagnati in un percorso che consente di dare voce alle esperienze individuali, alle relazioni che attraversano il mondo del carcere, alle tensioni e alle fragilità che lo caratterizzano, ma anche alle possibilità di trasformazione e di consapevolezza.
I laboratori si sviluppano nel solco di linguaggi e generi differenti – dalla scrittura autobiografica al racconto, dalla riflessione poetica alla narrazione collettiva – e si fondano su un approccio aperto e inclusivo, che tenta di individuare chiavi di accesso personalizzate per ciascun partecipante. L’obiettivo non è soltanto l’acquisizione di competenze espressive, ma la costruzione di uno spazio di ascolto e di relazione, in cui ogni individuo possa riconoscersi e essere riconosciuto.
In un contesto segnato dalla sospensione e dalla ripetizione del tempo, la pratica della lettura e della scrittura diventa così un gesto culturale e civile: uno strumento per rielaborare l’esperienza della detenzione, per interrogare il proprio sé, per ricostruire legami simbolici con il mondo esterno. Il progetto si inserisce in una visione della cultura come bene comune, capace di agire nei luoghi della marginalità e di contribuire a processi di responsabilizzazione, crescita personale e reintegrazione sociale.
Con questa iniziativa, l’Associazione Culturale Piazza del Mondo rinnova il proprio impegno nella promozione di pratiche artistiche e culturali come forme attive di cittadinanza, convinta che la scrittura – anche e soprattutto in carcere – possa aprire spazi di libertà, consapevolezza e futuro.